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Ricostruire vita e dignità a Gaza. Non è uno slogan: è ciò che accade ogni giorno grazie al sostegno di chi sceglie di non voltarsi dall'altra parte.

Da quando è nata Ele Elna Elak, abbiamo portato acqua pulita, cibo e beni essenziali a migliaia di famiglie. Lo facciamo attraverso volontari e partner locali che conoscono il territorio, le persone, le loro storie.

Ogni gesto conta. Ogni contributo diventa un atto di solidarietà concreta. Ogni condivisione amplifica la voce di chi oggi ha bisogno di essere visto.

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TIENILO A MENTE


E' inevitabile, il tempo è un giudice implacabile. Andrà a finire male per tutti coloro che sono stati artefici diretti di questi orribili misfatti. Gaza sarà storia e memoria. Come è giusto che sia! Il tempo non dimentica, e la storia è un custode imparziale delle azioni compiute. Ciò che oggi appare come una tragedia senza fine, domani sarà inciso nella memoria collettiva, come monito e testimonianza. Gaza non sarà solo un luogo di dolore; diventerà un simbolo, una lezione per chi saprà ascoltare e imparare. Chi ha contribuito a perpetuare ingiustizie, chi ha scelto il silenzio o l'indifferenza, non sfuggirà al giudizio del tempo. Non si tratta di vendetta, ma di una resa inevitabile alla verità, che alla fine emerge sempre, anche quando è sepolta sotto il peso delle menzogne. Gaza sarà storia, sarà memoria, sarà resistenza. E come ogni luogo che ha conosciuto il sacrificio, diventerà un faro per chi lotta per la giustizia e per la dignità umana. Perché ciò che è giusto, alla fine, trova sempre il modo per essere ricordato. A*G


Se desideri proporre collaborazioni, progetti editoriali, inserzioni pubblicitarie o iniziative di sponsorizzazione per il nostro blog, puoi inviare la tua richiesta direttamente alla redazione. Per ogni proposta, ti invitiamo a contattarci all'indirizzo email: isiride@gmail.com.  


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ARTICOLI


Ogni città custodisce un punto in cui la storia ufficiale si interseca e lascia filtrare la trama di un racconto popolare. A Catania, quel punto si chiama Zia Lisa. Oggi è un quartiere periferico, ma il suo nome affonda in una tradizione orale che ha resistito più di qualsiasi documento: la vicenda di una donna forte, controversa, magnetica...

Amelie Lens nasce in Belgio, in un tempo in cui la techno era ancora un linguaggio sotterraneo, un codice per pochi. Ma in lei diventa presto vocazione, disciplina, ossessione. Prima modella, poi produttrice, infine architetta di un impero sonoro che ha ridefinito il modo di vivere la notte. La sua ascesa non è stata un colpo di fortuna,...

La demolizione dell'ex fabbrica Ancione a Ragusa, con le oltre quaranta opere di Bitume custodite al suo interno, non è soltanto l'ennesimo episodio di conflitto tra proprietà privata e sensibilità culturale, né un semplice incidente di percorso nella lunga storia delle trasformazioni urbane italiane; è piuttosto il punto di emersione di...


C'è un punto — sottile come una membrana, ma resistente come un diaframma — in cui l'architettura smette di essere un fatto materiale e diventa un fatto percettivo. Non è un luogo fisico, non è un dettaglio costruttivo: è un istante. Un istante in cui la materia si lascia attraversare dallo sguardo, e lo sguardo, a sua volta, diventa materia...

Nel dibattito contemporaneo sulle politiche abitative, la parola "innovazione" è spesso evocata con leggerezza, come un'etichetta rassicurante più che come un reale cambio di paradigma. Eppure, esistono progetti che costringono a ripensare radicalmente ciò che intendiamo per welfare urbano, responsabilità collettiva e infrastrutture sociali. ...

Ci sono figure che non si limitano a progettare edifici, ma ridefiniscono il senso stesso dell'architettura. Carlo Ratti appartiene a questa categoria: la sua opera non è mai mera costruzione, ma un dispositivo di pensiero. Tecnologia e invisibilità, ecologia e materiali adattivi, economia e natura naturans: in lui convivono tensioni che...



È in questa tensione tra biografia e visione, tra disciplina e desiderio, tra architettura e corpo, che si colloca l'opera di Horst, un autore che non ha mai fotografato per registrare ciò che aveva davanti, ma per costruire ciò che ancora non esisteva, per dare forma a un ideale di bellezza che non è mai decorazione, mai compiacimento, mai...

In un'epoca in cui l'immagine sembra consumarsi nella rapidità dello sguardo, il lavoro di Lucyna Kolendo (Gdańsk, 1988) si muove in direzione opposta: rallenta, ascolta, sedimenta. La sua ricerca fotografica — nutrita da incursioni nel filmico e nel sonoro — è un'indagine ostinata sulle forme in cui la memoria si manifesta, si nasconde, si...

Nel panorama della fotografia contemporanea, pochi artisti hanno saputo ridefinire con tanta radicalità il rapporto tra corpo, immagine e desiderio quanto Viviane Sassen. Da oltre trent'anni, l'artista olandese attraversa con una naturalezza quasi disarmante territori che molti considerano inconciliabili: moda e arte, documento e astrazione,...


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