Sguardi altrove


In un Paese dove il sole brucia le dune e la tradizione ha scolpito secoli di silenzio, qualcosa si muove. L'Arabia Saudita non è più solo il regno del petrolio e del wahhabismo: è diventata il laboratorio di una rivoluzione silenziosa, guidata da una generazione giovane, connessa e impaziente. Il 72% della popolazione ha meno di trent'anni. Sono...

C'è un'immagine che non smette di bruciare: "i carnefici con la planimetria nel becco". Non più solo armi, ma mappe, modelli, algoritmi. Non più solo distruzione, ma gestione. Il genocidio non è più un'eccezione: è un protocollo. E il piano di pace presentato da Donald Trump alla Casa Bianca, accettato da Israele e benedetto da governi europei, ne...

La migrazione è un atto di coraggio che sgretola le certezze di una vita conosciuta. La sicurezza, intesa come la casa, la lingua, gli affetti, viene messa alla prova. Chi parte cerca un nuovo spazio, ma spesso teme di tradire ciò che ha lasciato. Si ritrova sospeso tra due mondi. Esattamente come nelle relazioni amorose – dove la promessa di...

Khan Younis, sud della Striscia di Gaza. Lana al-Sharif ha dieci anni, ma i suoi occhi raccontano una vita di sofferenza che pochi adulti potrebbero sopportare. I suoi capelli, una volta neri, sono ora segnati dal bianco, e macchie sulla sua pelle parlano di un corpo consumato dal trauma. In quello che avrebbe dovuto essere il tempo...

I tragici fatti di Monreale, che hanno visto giovani dello Zen coinvolti in episodi di violenza estrema, ci pongono di fronte a interrogativi complessi sul futuro delle nuove generazioni. Quanto accaduto è una ferita aperta non solo per le vittime dirette, ma per un'intera comunità che si interroga su cause e responsabilità. Gli autori del crimine...


C'è un punto — sottile come una membrana, ma resistente come un diaframma — in cui l'architettura smette di essere un fatto materiale e diventa un fatto percettivo. Non è un luogo fisico, non è un dettaglio costruttivo: è un istante. Un istante in cui la materia si lascia attraversare dallo sguardo, e lo sguardo, a sua volta, diventa materia...

In un'epoca in cui l'immagine sembra consumarsi nella rapidità dello sguardo, il lavoro di Lucyna Kolendo (Gdańsk, 1988) si muove in direzione opposta: rallenta, ascolta, sedimenta. La sua ricerca fotografica — nutrita da incursioni nel filmico e nel sonoro — è un'indagine ostinata sulle forme in cui la memoria si manifesta, si nasconde, si...