Arabia Saudita: la generazione che ha acceso il deserto

30.10.2025

In un Paese dove il sole brucia le dune e la tradizione ha scolpito secoli di silenzio, qualcosa si muove. L'Arabia Saudita non è più solo il regno del petrolio e del wahhabismo: è diventata il laboratorio di una rivoluzione silenziosa, guidata da una generazione giovane, connessa e impaziente. Il 72% della popolazione ha meno di trent'anni. Sono nati con gli smartphone in mano, parlano il linguaggio dei social, si confrontano con il mondo in tempo reale. I loro genitori non avevano neanche una piazza dove incontrarsi; loro invece costruiscono comunità digitali, immaginano città nel deserto, e sfidano con ironia e creatività le regole imposte dal clero islamico. Questa non è solo una transizione economica o urbanistica: è una mutazione antropologica. Il deserto non è più solo sabbia e silenzio, ma uno spazio di possibilità, di contraddizioni, di sogni e algoritmi. E mentre il potere cerca di incanalare questa energia dentro il progetto Vision 2030, i giovani sauditi reinventano il significato di libertà, identità e futuro.


La rivoluzione digitale e il ruolo dei social

I social network sono diventati il principale strumento di espressione, aggregazione e mobilitazione per i giovani sauditi. TikTok, Instagram e Twitter non sono solo piattaforme di svago, ma spazi di libertà, dove si sperimentano linguaggi nuovi, si criticano le rigidità religiose e si costruiscono identità alternative.

Questa rivoluzione digitale ha avuto effetti tangibili:

  • Maggiore consapevolezza dei diritti individuali.

  • Crescita di movimenti artistici, musicali e culturali.

  • Pressione per riforme sociali e civili, anche se ancora limitate.


Tradizione e controllo: il clero islamico e la nuova governance

Per secoli, il clero wahhabita ha esercitato un controllo capillare sulla vita pubblica e privata. Tuttavia, negli ultimi anni, il suo potere è stato ridimensionato. Le mutawa, le polizie religiose, sono state depotenziate, e molte restrizioni sono state allentate. Ma il controllo non è scomparso: si è trasformato. Oggi, la sorveglianza passa anche attraverso algoritmi e intelligenza artificiale, integrati nelle strutture governative e nei sistemi di sicurezza.

Il deserto che cambia volto

Il reportage di Barbara Carfagna per "Speciale Tg1" mostra un Paese in piena metamorfosi: il deserto si riempie di grattacieli, centri commerciali, parchi tematici e città intelligenti. Il PIL di oltre 1100 miliardi di dollari viene investito per costruire un futuro che possa attrarre investitori, turisti e talenti.



La danza delle persone mascherate è un'unità mistica di ritmo, suono e colore. Si muovono con passi ritmici speciali. Riempiono l'aria con i suoni delle loro campane e con sussurrate benedizioni di prosperità. I costumi coprono la maggior parte del corpo e includono maschere di legno decorate di animali (a volte con due volti) e grandi campane...



Ci sono luoghi in Sicilia in cui il tempo non si limita a passare: sedimenta, si stratifica, diventa materia viva che continua a parlare anche quando crediamo di non ascoltarla più. Thapsos, Eloro, Marianelli, Calamosche, il Plemmirio: nomi che sembrano evocare un'unica linea di costa, e che invece custodiscono, come pagine di un libro scritto in...

Ho sempre desiderato parlarne da quando lo sentii per la prima volta. Ci sono incontri che non si dimenticano. All'inizio del nuovo secolo, in un piccolo paese alle pendici dell'Etna, mi capitò di ascoltare per la prima volta un giovane violinista destinato a diventare una delle voci più autorevoli e riconoscibili della scena contemporanea: Daniel...

Share