L’anima in viaggio: incontro con Gianluca Gotto

01.02.2026



Ci sono storie che non finiscono davvero, ma cambiano forma, come i fiumi che, dopo aver attraversato terre e stagioni, si consegnano all'oceano senza perdere nulla della loro essenza. Così è accaduto a Mangia Vivi Viaggia, che per dieci anni ha custodito sogni, trasformazioni, pillole zen, partenze e ritorni, diventando per molti un porto sicuro, un luogo in cui riconoscersi senza bisogno di spiegazioni. Oggi quello stesso spirito non si spegne, ma si espande: vive nei libri, nei canali social, nelle parole che continuano a scorrere con la stessa energia di sempre, come un respiro che non si interrompe. 


È in questo passaggio naturale, quasi iniziatico, che incontriamo Gianluca Gotto. Non come un "esperto di viaggi", ma come qualcuno che ha scelto di fare della vita un laboratorio di semplicità, un esercizio quotidiano di libertà e gratitudine. La sua voce non insegna, ci accompagna per mano — chi ha letto almeno uno dei suoi libri, lo sa bene; il suo itinerario di vita non indica una direzione, ma apre uno spazio in cui ciascuno di noi può riconoscere il proprio percorso. Gianluca ci invita a riconsiderare il viaggio non come fuga o accumulo di esperienze, ma come un modo radicale di abitare il mondo: un gesto che unisce la leggerezza del movimento alla profondità dello sguardo. Mantenersi viaggiando, per lui, non è un trucco né una strategia, ma la conseguenza naturale di un cambio di prospettiva: quando si smette di rincorrere ciò che non serve, la vita diventa sorprendentemente più generosa. È la semplicità — quella vera, che non è rinuncia ma rivelazione — a restituire valore al tempo, alle relazioni, alla presenza.


Tutto passa.
Anche questo blog

Sono stati 10 anni di sogni, cambiamenti, pillole zen, viaggi, felicità, Vita.
Oggi lo spirito di Mangia Vivi Viaggia trova la sua naturale evoluzione nei miei libri e nei nostri canali social, dove continuerà a scorrere con la stessa energia di sempre.
Come un fiume che si unisce all'oceano.

Grazie a chi ne ha fatto parte, a chi lo ha letto, amato e vissuto.
E a chi lo ha riconosciuto come un porto sicuro per sognatori, viaggiatori e ribelli spirituali.
Fin dal principio, era proprio questo il nostro desiderio.
Trovarci e ritrovarci.
È successo, ed è stato bellissimo.

Ci si vede nel mondo.
Con immensa gratitudine,

Gianluca & Claudia

mangiaviviviaggia.com 


E poi c'è l'umanità, osservata da un'angolazione che non giudica ma comprende. Viaggiare, dice Gianluca, significa imparare a vedere gli altri senza le lenti deformanti della paura o dell'abitudine; significa accorgersi che, sotto le differenze, esiste una trama comune fatta di desideri, fragilità, speranze. È in questo sguardo che si compie la trasformazione più grande: non nel cambiare luogo, ma nel cambiare modo di vedere.

Presentarlo oggi significa riconoscere che la sua storia non è solo la sua: appartiene a chiunque abbia sentito, almeno una volta, il richiamo di una vita più autentica, più essenziale, più propria. È un invito a ritrovarsi, come accadeva nel blog, come accade ogni volta che qualcuno sceglie di ascoltare la propria verità interiore.

E allora questo viaggio con Gianluca non è un'intervista né un racconto, ma un passaggio di testimone: la conferma che ciò che nasce dall'anima non si esaurisce, ma continua a fluire, a trasformarsi, a generare incontri. Ci si vede nel mondo, dicevano Gianluca e Claudia. Ed è forse questa la promessa più bella: che le storie autentiche non finiscono, semplicemente cambiano orizzonte.



RIGUARDO A..


La libertà, dice Gianluca Gotto, è una condizione che affascina e inquieta. È desiderata, invocata, idealizzata — ma solo finché resta contenuta entro confini che possiamo comprendere. Finché il suo perimetro è definito, rassicurante, compatibile con le nostre vedute, possiamo goderne senza timore. È una libertà che ci permette di scegliere, ma non di smarrirci; di muoverci, ma non di dissolverci.

Il problema nasce quando quel perimetro si allarga. Quando la libertà smette di essere una stanza ordinata e diventa un orizzonte aperto, una vastità senza argini. In quel momento, ciò che prima ci dava respiro comincia a farci tremare. Perché l'indefinito non è solo possibilità — è anche responsabilità, vertigine, caos. E il caos, per quanto fertile, ci spaventa.

Viviamo in un tempo che ci insegna a desiderare la libertà, ma non a sostenerne il peso. Ci viene detto che possiamo essere tutto, fare tutto, reinventarci ogni giorno. Ma non ci viene insegnato come abitare l'incertezza, come convivere con il vuoto che ogni scelta radicale comporta. Così, quando la libertà si presenta nella sua forma più autentica — quella che non offre garanzie, quella che ci chiede di decidere senza copione — molti la rifiutano. Non perché non la vogliano, ma perché non sanno come reggerla.

Gotto ci ricorda che la libertà vera non è quella che ci lascia comodi, ma quella che ci mette in discussione. È un campo aperto, non una strada tracciata. E per attraversarlo serve coraggio, non solo desiderio. Serve la capacità di accettare che l'ordine è una costruzione, non una verità; che il senso si trova camminando, non aspettando.

La libertà fa paura, sì. Ma è una paura che vale la pena attraversare. Perché oltre quel confine, oltre il caos, c'è la possibilità di una vita piena, autentica, nostra.


L'uomo che ha scelto di vivere

Ci sono vite che non si limitano a procedere, ma si aprono, come se a un certo punto la persona che le abita avesse deciso di smettere di sopravvivere e iniziare davvero a vivere. 

La storia di Gianluca Gotto appartiene a questa categoria rara: non è la parabola di un ragazzo che lascia Torino per l'Australia, né il resoconto di un nomade digitale che si mantiene scrivendo dall'Asia.
È, più profondamente, il racconto di un essere umano che ha avuto il coraggio di interrogarsi, di smontare le proprie certezze, di chiedersi "perché?" con la radicalità di un bambino e la determinazione di chi non vuole più tradire se stesso.

Il suo percorso inizia con un gesto semplice e rivoluzionario: riconoscere che le etichette non dicono nulla dell'essenziale. Non è "nato nel 1990 a Torino" ciò che definisce Gianluca, ma ciò che ama, ciò che lo muove, ciò che lo rende vivo. Da qui la scelta di partire, non per fuggire ma per incontrarsi. L'Australia, il Canada, l'Asia non sono scenografie esotiche, ma luoghi interiori, specchi che gli restituiscono un'immagine più autentica di sé. È in questo movimento che nasce Mangia Vivi Viaggia, non come blog di viaggi, ma come spazio di risonanza: un luogo in cui raccontare la bellezza che ci circonda e quella, più fragile e luminosa, che ci abita.

Il cambiamento, per Gianluca, non è un atto eroico ma un processo lento, fatto di consapevolezze che si sedimentano. 

In otto anni di vita nomade ha imparato a togliere maschere, a non temere il giudizio, a fidarsi del proprio sentire. Ha scoperto che la paura del cambiamento non nasce dalla mancanza di mezzi, ma dalla mancanza di coraggio; che la confusione è la vera nemica della felicità; che la vita si apre solo quando si smette di raccontarsi che è impossibile.

Le sue parole non sono consigli motivazionali, ma inviti a guardarsi dentro con onestà. Le domande che propone — sui rimpianti, sui sogni adolescenziali, sulla distanza tra ciò che siamo e ciò che desideriamo — non servono a giudicare, ma a orientare. Sono coordinate interiori, come quelle che dà nel suo libro: amore per sé, amore per gli altri, amore per il mondo. Tre assi che non si imparano in un giorno, ma che si costruiscono vivendo, sbagliando, rialzandosi, ricordandosi che "il sole domani sorgerà lo stesso".

Cosa succede quando il dolore è troppo? Qualcuno ci sprofonda dentro, altri si arrendono, c'è chi chiede aiuto, chi tenta di affrontarlo. Veronica, invece, sceglie di lasciare tutto e tutti per ricominciare una nuova vita dall'altra parte del mondo. Spinta dalla necessità di darsi sempre da fare, così da non sentire né ricordare, riesce a costruirsi da zero una carriera di successo, che le permette di vivere in una delle zone più trendy di Melbourne ed essere vista come una donna di trent'anni indipendente, in splendida forma, realizzata. Una workaholic, sì, ma brillante e impeccabile. Eppure, quando la porta del suo appartamento si chiude e si ritrova intrappolata nel silenzio della sua solitudine, il dolore del passato riemerge con prepotenza e l'unico modo che lei conosce per gestirlo è attraverso un controllo maniacale di ogni aspetto della sua vita, dall'attività fisica all'alimentazione al lavoro, fino a ogni minuscolo gesto quotidiano. Proprio quando lo stress e le sue ossessioni la spingono sull'orlo di una crisi autodistruttiva, un evento inatteso la costringe prima a fermarsi e poi a cercare l'ennesima fuga da se stessa. Ma è proprio a causa di questo tentativo maldestro e disperato che il destino la porterà in una terra lontana, dove l'incontro con un'altra anima smarrita come la sua segnerà l'inizio di un percorso per affrontare il proprio dolore e rinascere. Il nuovo libro di Gianluca Gotto è un romanzo intenso e autentico, che intreccia i temi della solitudine, della salute mentale e della perdita con quelli dell'accettazione di sé, dell'amicizia e della guarigione. Un racconto profondo e quanto mai attuale, arricchito dagli insegnamenti millenari dell'ayurveda, la scienza della vita, che ci invita a partire da noi, da chi siamo veramente, per sciogliere i nodi e tornare a stare bene.


E poi c'è il viaggio, non come consumo di luoghi ma come esplorazione del reale e dell'umano. Viaggiare, per lui, significa osservare senza paura, accogliere il diverso, lasciarsi trasformare. Significa imparare dagli orientali la capacità di trovare un senso anche nel dolore, di non giudicare troppo in fretta, di considerare ogni difficoltà come un'occasione di crescita.

Oggi Gianluca non fa grandi progetti: vive, scrive, segue il cuore. Non perché rifiuti il futuro, ma perché ha compreso che la vita accade nel presente, e che ogni tentativo di controllarla è un modo per sottrarsi alla sua verità più semplice: la vita non va spiegata, va vissuta.

Questa è la sua storia, ma è anche la storia di chiunque senta che qualcosa dentro chiede spazio, chiede aria, chiede coraggio. È la storia di un uomo che ha scelto di non rimandare la felicità, e che oggi, attraverso le sue parole, invita gli altri a fare lo stesso.


Claudia: la compagna di viaggio e di visione

Claudia non è solo la compagna di vita di Gianluca Gotto: è cofondatrice del progetto "Mangia Vivi Viaggia", presenza silenziosa e potente che ha accompagnato ogni svolta, ogni partenza, ogni ritorno. Il loro sodalizio non è una semplice condivisione affettiva, ma una vera alleanza esistenziale, un cammino comune che ha trasformato il viaggio in una forma di vita e la vita in una forma di consapevolezza.

Una presenza costante, mai esibita

Claudia appare raramente come protagonista mediatica, ma la sua impronta è ovunque. È lei che ha condiviso con Gianluca la decisione di lasciare l'Italia, di vivere in Australia e poi in Canada, di abbracciare lo stile di vita nomade digitale. È lei che ha contribuito alla nascita del blog Mangia Vivi Viaggia nel 2016, non come semplice collaboratrice, ma come co-creatrice di un linguaggio, di una visione, di un'etica del viaggio e della semplicità.

Nel loro percorso comune, Claudia ha incarnato una forma di libertà gentile: quella che non ha bisogno di clamore per esistere, quella che si manifesta nella coerenza quotidiana, nella scelta di vivere secondo valori condivisi, nella capacità di sostenere senza invadere. Il suo ruolo è quello della compagna che cammina accanto, non dietro né davanti, ma in una sincronia profonda che ha reso possibile la trasformazione di Gianluca.

L'anima femminile del progetto

Se Gianluca è spesso la voce pubblica del progetto, Claudia ne è l'anima femminile, la radice silenziosa. In molte interviste e testimonianze, Gianluca parla di lei con gratitudine e rispetto, riconoscendole un ruolo fondamentale nella sua crescita personale e professionale. La loro relazione non è solo affettiva, ma anche filosofica: condividono una visione del mondo basata sulla semplicità, sull'amore per la natura, sulla spiritualità orientale, sulla ricerca di una felicità non consumistica ma consapevole.

Claudia ha scelto di non esporsi troppo, ma la sua presenza è tangibile nei testi, nelle immagini, nei racconti. È lei che ha vissuto con Gianluca le esperienze in Asia, che ha condiviso la scoperta del buddhismo, che ha contribuito a costruire una quotidianità fatta di piccoli riti, di letture, di silenzi, di ascolto.

Una compagna, non una figura accessoria

In un mondo che spesso relega le figure femminili a ruoli secondari, Claudia rappresenta una contro-narrazione: quella della donna che sceglie di essere parte attiva di un progetto di vita, senza bisogno di sovraesposizione. La sua forza sta nella coerenza, nella delicatezza, nella capacità di sostenere un cammino comune senza perdere la propria identità.

Il loro rapporto è una testimonianza di come l'amore possa essere anche un laboratorio di libertà: non una fusione che cancella, ma una convivenza che amplifica. Claudia e Gianluca non si sono semplicemente scelti: si sono costruiti insieme, giorno dopo giorno, viaggio dopo viaggio, libro dopo libro.


I libri come mappe interiori

Parlare dei libri di Gianluca Gotto significa entrare in una geografia che non ha confini fisici, ma coordinate emotive. Ogni suo testo nasce da un movimento reale — un viaggio, un cambiamento, una scelta — ma si compie in un territorio più profondo: quello della coscienza che si risveglia. I suoi libri non sono manuali di viaggio né autobiografie in senso stretto; sono strumenti di orientamento, bussola e specchio insieme, per chi sente che la vita può essere più ampia di ciò che ha sempre creduto.

Le coordinate della felicità (2018)

Il primo libro è un atto di sincerità radicale. Gianluca racconta la sua trasformazione non come un colpo di scena, ma come un lento processo di disvelamento: la presa di coscienza che la felicità non è un traguardo esterno, ma una postura interiore. Il testo alterna episodi biografici a riflessioni esistenziali, mostrando come il viaggio — quello vero — inizi quando si smette di vivere secondo aspettative altrui e si comincia a interrogarsi su ciò che davvero conta. Le "coordinate" non sono regole, ma direzioni: amore per sé, amore per gli altri, amore per il mondo. È un libro che non pretende di insegnare, ma di ricordare: che la vita è più semplice quando la si guarda senza paura.

Come una notte a Bali (2019)

Con il secondo libro Gianluca passa alla forma del romanzo, ma senza abbandonare la sua vocazione filosofica. La storia è un pretesto narrativo per esplorare la fragilità, il desiderio di cambiamento, la ricerca di un senso che non sia imposto dall'esterno. Bali diventa simbolo di un altrove possibile, un luogo in cui l'anima può finalmente respirare. Il romanzo parla di amore, di perdita, di rinascita, ma soprattutto della capacità di lasciarsi trasformare dagli incontri e dagli imprevisti. È un libro che invita a guardare la vita come un viaggio iniziatico, in cui ogni notte può essere l'inizio di un nuovo giorno.

Succede sempre qualcosa di meraviglioso (2021)

Succede sempre qualcosa di meraviglioso è il racconto di un viaggio che ha come protagonista Davide, un ragazzo che vede tutte le sue certezze crollare una dopo l'altra, fino a perdere il desiderio di vivere. E Guilly, un personaggio fuori dal tempo che Davide, per caso o per destino, incontra in Vietnam e da cui apprende un modo alternativo e pieno di luce di prendere la vita.

Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi, che Gianluca Gotto racconta portando il tema della ricerca della felicità – già affrontato nell'autobiografia Le coordinate della felicità – su un piano universale: la destinazione finale di questo viaggio non è conquistare un certo tipo di vita, ma uno stato d'animo. Una sensazione di calore che è sempre dentro di noi, indipendentemente da quello che il destino ci ha riservato. Potremmo chiamarla in tanti modi: serenità, pace interiore, leggerezza, calma. Oppure, come direbbe Guilly, "la sensazione di essere a casa, sempre".

Profondo come il mare, leggero come il cielo (2023)

"Il mondo là fuori, con il suo rumore e il suo caos, proverà sempre a entrarti dentro. Arriveranno pensieri nuovi, difficili da affrontare. Non affrontarli, allora. Torna all'origine: calma la mente. Sdraiati su un prato e guarda lassù. Tu non sei le nuvole, che vanno e vengono e sono sempre in movimento. Tu sei il cielo. E il cielo è leggero proprio perché non trattiene niente. Il cielo è saggio. Sa lasciare andare ciò che lo attraversa. Se vuoi essere sereno come un buddha, non essere una nuvola. Sii il cielo. Il buddhismo è stato la mia guarigione. Mi ha mostrato che la vita è tutta una questione di punti di vista: a seconda di come la guardi, la tua esistenza può essere bella o brutta, giusta o sbagliata, fortunata o sfortunata. Prima di volerla cambiare, dobbiamo essere noi a guardarla con occhi diversi, più consapevoli. Dobbiamo essere noi a cambiare. È stato proprio attraverso questo processo che il buddhismo mi ha aiutato a trasformare il periodo più difficile della mia vita in una inaspettata e miracolosa rinascita. Il mio augurio è che anche tu, ovunque stia leggendo queste parole, possa trovare tra queste pagine l'ispirazione e i metodi per diventare la persona che meriti di essere. Saggia, innanzitutto. E poi compassionevole, presente, calma, positiva, gentile. Libera dalla sofferenza. Felice, finalmente." In "Profondo come il mare, leggero come il cielo", Gianluca Gotto condivide gli incontri, le esperienze e i tanti insegnamenti che lo hanno salvato nel momento più buio della sua vita. Un libro intimo e generoso, pieno della saggezza millenaria – ma quanto mai attuale - del Buddha e di consigli pratici per trasformare la sofferenza in un terreno fertile in cui la felicità possa mettere radici.

Verrà l'alba, starai bene (2025)

In questo testo Gianluca approfondisce il tema della resilienza emotiva. L'alba del titolo non è un'immagine poetica, ma una promessa: la certezza che, nonostante le difficoltà, esiste sempre un punto in cui la luce ritorna. Il libro intreccia storie, riflessioni e piccoli insegnamenti quotidiani, mostrando come la felicità non sia un evento straordinario, ma un esercizio di presenza. È un libro che parla a chi si sente smarrito, a chi ha bisogno di ricordare che il cambiamento è possibile anche quando sembra lontano. Un invito a non arrendersi, a non confondere la notte con la fine.





C'è qualcosa di profondamente rivelatore nella storia di Alberto Ravagnani, giovane prete cresciuto all'ombra di un imperativo semplice e terribile: essere bravo. Bravo figlio, bravo adolescente, bravo seminarista, bravo sacerdote. Una traiettoria che, più che un cammino spirituale, somiglia a un esercizio di sopravvivenza emotiva, a una forma di...

Negli ultimi decenni la società ha attraversato una trasformazione radicale che ha inciso in profondità sul modo in cui gli esseri umani vivono l'amore, l'intimità e la relazione. L'avvento della tecnologia digitale ha permeato ogni dimensione dell'esistenza, ridefinendo i ritmi della vita quotidiana, le forme della comunicazione e persino la...