
Etna Rooftop: la casa che diventa laboratorio d’arte contemporanea
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e t n a r o o f t o p . c o m

A Trecastagni, alle pendici dell'Etna, la casa di Mario Di Bella apre le sue porte come Casa Museo e come luogo di residenza artistica. Un passaggio simbolico e concreto: dalla casa dell'artista alla casa per gli artisti.
Etna Rooftop, struttura panoramica e sperimentale, diventa l'estensione naturale di questo progetto. Non più solo alloggio turistico, ma spazio di ricerca e produzione site‑specific, dove artisti contemporanei potranno vivere e lavorare immersi nel paesaggio vulcanico, dialogando con la memoria di Mario Di Bella e con la materia stessa del territorio.
La terrazza panoramica di Etna Rooftop — con la sua vista che abbraccia l'Etna, la costa ionica e la luce inestimabile del paese di Trecastagni (in ogni stagione) — si trasforma in atelier temporaneo, luogo di osservazione e creazione. Qui la residenza diventa esperienza: un laboratorio aperto dove la dimensione abitativa e quella artistica si fondono, generando nuove forme di linguaggio visivo, sperimentale e di autentica ricerca artistica.
Il progetto si inserisce nel calendario di apertura della Casa Museo (1 luglio – 29 settembre), creando un ecosistema culturale diffuso tra la casa storica e la terrazza contemporanea, tra memoria e sperimentazione.
Comunicato stampa – Riviste di arte contemporanea
Etna Rooftop e Casa Museo Mario Di Bella: la nuova geografia dell'arte siciliana
Trecastagni inaugura una nuova stagione culturale con l'apertura della Casa Museo di Mario Di Bella e la nascita di Etna Rooftop come residenza d'artista site‑specific. Due luoghi, un'unica visione: riportare la creazione artistica nel cuore del territorio.
Etna Rooftop ospiterà artisti selezionati per progetti di ricerca e installazioni temporanee, in dialogo con la collezione e l'eredità dell'artista Mario Di Bella. La casa diventa così un dispositivo di osservazione e produzione, dove la vista sull'Etna e la materia vulcanica si fanno strumenti di riflessione estetica e ambientale.
Il programma prevede interventi interdisciplinari tra arte, design e architettura, con l'obiettivo di costruire un archivio di opere e processi legati al paesaggio siciliano contemporaneo.
Comunicato – Riviste di design e architettura
Etna Rooftop: architettura dell'esperienza e residenza creativa
Etna Rooftop nasce come casa panoramica e si evolve in spazio di sperimentazione artistica. La sua architettura, sospesa tra cielo e pietra lavica, diventa parte integrante del progetto culturale della Casa Museo Mario Di Bella.
La terrazza, con la sua geometria essenziale e la vista che si apre sull'Etna, è pensata come ambiente di lavoro e contemplazione, dove la luce e il paesaggio diventano materiali di progetto. Ogni residenza sarà un dialogo tra spazio, tempo e percezione — un modo per restituire alla casa la sua funzione originaria: essere luogo di creazione.
La casa connessa. Arte, rete e territorio
1. Dalla terrazza al network
La terrazza di Etna Rooftop, pensata come ambiente di lavoro e contemplazione, può estendersi virtualmente attraverso una rete di connessioni digitali. L'artista residente non lavora più solo nello spazio fisico, ma anche in quello digitale e relazionale, dove la creazione diventa dialogo con il mondo.
Streaming e documentazione dei processi creativi
Workshop online e open studio virtuali
Collaborazioni a distanza con altri artisti e curatori
Archiviazione digitale delle opere e dei processi site‑specific
2. La piattaforma come spazio espositivo
Etna Rooftop può evolvere in una piattaforma curatoriale online, dove ogni residenza genera un archivio multimediale:
Video‑diari e interviste
Mappe interattive delle opere realizzate sul territorio
Cataloghi digitali e NFT di documentazione artistica
Mostre virtuali in realtà aumentata o 3D
👉 In questo modo, la casa diventa un museo diffuso, accessibile da ogni parte del mondo.
3. Tecnologia come linguaggio artistico
Gli artisti ospitati possono sperimentare con:
AI generativa per reinterpretare il paesaggio dell'Etna
Sensori ambientali per trasformare dati vulcanici in suono o luce
Realtà aumentata per sovrapporre opere digitali al panorama reale
Blockchain per certificare la provenienza e la temporalità delle opere
La tecnologia non è solo strumento, ma materia poetica che dialoga con la pietra lavica, la luce e la memoria del luogo.
4. Archivio e memoria digitale
In continuità con la Casa Museo di Mario Di Bella, Etna Rooftop può ospitare un archivio digitale condiviso:
Catalogazione delle opere storiche e contemporanee
Database aperto per la ricerca artistica siciliana
Integrazione con piattaforme museali e universitarie
Accesso pubblico e interattivo per studiosi e visitatori
Questo crea un ponte tra passato e futuro, tra la casa dell'artista e la casa per gli artisti.
5. Etna Rooftop come nodo del paesaggio culturale
Internet e le nuove tecnologie permettono di trasformare Etna Rooftop in un nodo di una rete culturale mediterranea, connessa a:
Fondazione Trecastagni
Casa Museo Mario Di Bella
Istituzioni artistiche e accademiche
Piattaforme internazionali di residenze e arte digitale
🔶 Sintesi
La casa non è più solo luogo fisico, ma interfaccia tra territorio e rete. Etna Rooftop diventa un laboratorio di arte connessa, dove la contemplazione si apre alla condivisione, e la luce dell'Etna si riflette anche sullo schermo.
La casa come nodo culturale. Coworking, libreria e scambi di conoscenza
Se la terrazza di Etna Rooftop è il luogo della contemplazione e della produzione artistica, l'interno della casa può diventare il suo cuore relazionale: uno spazio dove idee, materiali e persone si incontrano. Un'estensione naturale del progetto è la creazione di un coworking con libreria condivisa, ispirato ai modelli di Berlino e Copenaghen, città in cui la cultura si costruisce attraverso la circolazione libera dei saperi.
1. Un coworking per artisti, ricercatori e professionisti creativi
Lo spazio può accogliere:
artisti in residenza
curatori
designer
fotografi
scrittori
ricercatori del territorio
Non un semplice luogo di lavoro, ma un ambiente di scambio interdisciplinare, dove la presenza dell'Etna diventa parte del processo creativo.
2. La libreria condivisa: un archivio vivo
La libreria non è un arredo, ma un dispositivo culturale. Ogni ospite può:
lasciare un libro
scambiare materiali cartacei
donare cataloghi, fanzine, riviste, appunti
contribuire alla costruzione di un archivio collettivo
Come nelle biblioteche indipendenti di Berlino o nei community‑spaces di Copenaghen, la libreria diventa un organismo in crescita, che racconta la storia delle persone che attraversano la casa.
3. Materiali cartacei come memoria del passaggio
Ogni artista può lasciare:
schizzi
prove di stampa
mappe concettuali
micro‑edizioni autoprodotte
documenti di ricerca
Tutto confluisce in un fondo cartaceo che dialoga con l'archivio storico di Mario Di Bella, creando un ponte tra la sua produzione e quella degli artisti contemporanei.
4. Coworking + rete digitale: un doppio livello di scambio
Lo spazio fisico si integra con la dimensione online:
scansione e digitalizzazione dei materiali
micro‑archivi consultabili sul sito
streaming di talk e presentazioni
forum o canale dedicato per gli artisti che hanno partecipato alle residenze
La casa diventa così un nodo culturale connesso, dove la conoscenza circola liberamente tra chi è presente e chi partecipa da lontano.
5. Un modello mediterraneo di cultura condivisa
Il coworking con libreria non è un servizio, ma un gesto politico e culturale: creare un luogo in cui la produzione artistica non è isolata, ma parte di una comunità che cresce attraverso lo scambio.
Etna Rooftop diventa così:
casa
studio
archivio
coworking
piattaforma digitale
punto di incontro tra memoria e futuro
Un modello che unisce la tradizione siciliana dell'ospitalità con le pratiche contemporanee delle capitali europee.
A GIUGNO, SARA' TUTTA UN'ALTRA STORIA | COMING SOON
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