Awareness


L'illusione più rassicurante delle società contemporanee risiede nel considerare la violenza di massa e il male strutturale come patologie improvvise del corpo sociale, ovvero come crolli momentanei della ragione devastata dall'irrazionalità. L'analisi sociologica e la riflessione metapsicologica svelano tuttavia una realtà ben più destabilizzante:...

L'appartenenza non si firma con un contratto sociale; si incide nell'essere. È la materia prima dell'esistenza. Nessuno viene al mondo già compiuto: veniamo al mondo come un'intenzione sospesa nel tempo, un'opera ancora indistinta che attende un contorno. Prima di qualunque inclinazione o talento, ciò che ci fonda è uno sguardo.

Quando il linguaggio non basta più a contenere ciò che accade, e allora serve una metafora che non sia decorativa ma strutturale: il salto. Non il salto atletico, non il salto motivazionale, ma quel salto esistenziale che segna il passaggio da una condizione all'altra, da un'appartenenza a un'altra, da un'identità che ci protegge a una che ci...

C'è una fragilità strutturale nell'essere umano che tendiamo a rimuovere e ad occultare, un'incoerenza di fondo che preferiamo mascherare sotto la narrazione rassicurante dell'identità immutabile. Ci raccontiamo di essere roccia, ma siamo, da sempre, argilla malleabile. Secoli fa, Lucio Anneo Seneca indirizzava al suo amico Lucilio un...

L'esperienza umana è da sempre attraversata da una tensione irrisolta con il tempo, percepito alternamente come costruttore e demolitore, come grembo e come baratro. Nella narrazione comune, consolidata da una rassegnazione quasi archetipica, al tempo viene attribuito un potere lenitivo intrinseco, cristallizzato nel celebre adagio secondo cui "il...

La paura dell'altro non è un accidente psicologico, né un riflesso spontaneo della natura umana. È una predisposizione sub-culturale, un meccanismo di difesa cha finge da produzione del senso, un'architettura simbolica che trasforma la differenza che ci arricchisce in minaccia e l'alterità in pericolo. La propaganda xenofoba e razzista non inventa...

L'identità, nella sua radice filosofica, non è la semplice permanenza di un "io" nel tempo, ma la coscienza di questa permanenza. È un atto fragile, un gesto che si rinnova ogni giorno: riconoscersi attraverso le fratture, le discontinuità, le metamorfosi. John Locke lo aveva intuito: la coscienza non è un filo teso, ma un tessuto continuamente...