Le storie di Pep Bonet: un viaggio fotografico tra guerra, povertà e speranza
Pep Bonet è un fotografo e regista spagnolo, cofondatore dell'agenzia NOOR images e ambasciatore Nikon. È nato a Colonia de Sant Jordi, nelle Isole Baleari, nel 1974. Si è trasferito a Tarifa a 15 anni e ha iniziato a fotografare il mondo del surf. Ha studiato fotografia a Barcellona e ha lavorato come assistente di vari fotografi.
Bonet è noto per i suoi reportage a lungo termine su temi sociali ed umanitari, soprattutto in Africa. Il suo progetto più famoso è "Faith in Chaos", un saggio fotografico sulle conseguenze della guerra in Sierra Leone, che gli ha valso il World Press Photo nel 2003.
Ha anche documentato la crisi dell'HIV/AIDS, la guerra in Somalia, il Darfur, l'infanzia in Liberia, Haiti e Mozambico, la giustizia alimentare, il microcredito, la mortalità materna e infantile, e molti altri argomenti.
Bonet ha realizzato anche diversi film documentari e video musicali, tra cui quelli per i Motorhead, una delle sue band preferite. Ha collaborato con HBO, Netflix, Al Jazeera e altre emittenti. Ha anche diretto alcuni cortometraggi di finzione e lavorato come direttore della fotografia.
Bonet ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il Kodak's Young Photographer of the Year, il W. Eugene Smith Grant, il l'UNICEF Photo of the Year Award, il POYi, il Days Japan, il Sony World Photography Award, il Visa d'Or e il National Photojournalism Award of Spain. Ha esposto le sue opere in tutto il mondo e pubblicato diversi libri fotografici.
Bonet vive attualmente a Barcellona, dove ha il suo studio, Pep Bonet & Associates. Continua a viaggiare e a raccontare storie che lo appassionano e che spera possano contribuire a cambiare il mondo in meglio.
Intorno a ogni storia viene creato un lavoro documentaristico. Ciò include brevi film multimediali fino a lungometraggi documentari, integrati con fotografie, musica composta e sound design, testi scritti e testimonianze. Preferiamo narrazioni approfondite, piuttosto che media mainstream sensazionalistici, e il nostro obiettivo è usare il nostro lavoro per dare voce a coloro che sono stati messi a tacere dall'ingiustizia nelle sue molteplici forme.
A body of documentary work is created around each story. This includes short multimedia films to full-length documentary features, supplemented with photographs, composed music and sound design, written texts and testimonies.
We prefer in-depth storytelling, rather than sensational mainstream media, and our aim is to use our work to give a voice to those that have been silenced by injustice in its many forms.
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