C'è un momento, nella vita di chi crea, che non assomiglia a un'illuminazione ma a un'incrinatura profonda. Non è l'istante in cui "scopri" la danza, la musica, la scrittura. È l'istante in cui capisci che non potrai fare a meno di perseguire queste attitudini. Che quella voglia sfrenata di inseguire i tuoi sogni e le tue passioni si presenta con...
La scuola: il miracolo della trasformazione da sudditi a cittadini consapevoli
La celebre frase di Piero Calamandrei, "Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere", racchiude un concetto fondamentale per la società moderna. La scuola non è solo un luogo di apprendimento accademico, ma un'istituzione cruciale per la formazione di individui consapevoli, responsabili e partecipativi. Questo articolo esplora come e perché la scuola svolge un ruolo così importante ed essenziale.
L'importanza dell'istruzione
L'istruzione è la chiave per l'emancipazione individuale e collettiva. Attraverso l'istruzione, gli individui acquisiscono non solo conoscenze, ma anche competenze critiche e valori etici. La scuola insegna a pensare in modo critico, a risolvere problemi e a prendere decisioni informate. Queste abilità sono fondamentali per la partecipazione attiva nella vita democratica e per la costruzione di una società giusta e equa.
La scuola come fucina di cittadinanza
La scuola è il primo luogo dove i giovani incontrano la diversità e imparano a convivere con essa. È qui che si sviluppano le prime forme di socializzazione e si apprendono le regole della convivenza civile. Attraverso il confronto con i coetanei e con gli insegnanti, gli studenti imparano il rispetto reciproco, la tolleranza e l'importanza del dialogo. Questi valori sono alla base di una cittadinanza attiva e responsabile.
Educazione civica e partecipazione
Un aspetto cruciale dell'educazione scolastica è l'educazione civica. Attraverso lo studio della storia, della geografia, del diritto e delle istituzioni, gli studenti acquisiscono una comprensione profonda del funzionamento della società e del loro ruolo al suo interno. L'educazione civica non si limita alla teoria, ma include anche esperienze pratiche di partecipazione, come i consigli studenteschi e i progetti di volontariato. Queste esperienze aiutano i giovani a sviluppare un senso di responsabilità e di appartenenza alla comunità.
La sfida della modernità
In un mondo in rapida evoluzione, la scuola deve affrontare nuove sfide. La globalizzazione, la digitalizzazione e i cambiamenti climatici richiedono un'educazione che prepari i giovani a essere cittadini del mondo. La scuola deve quindi adattarsi e innovarsi, integrando nuove tecnologie e metodologie didattiche, e promuovendo un'educazione sostenibile e inclusiva.
La scuola ha il potere di trasformare i sudditi in cittadini, di emancipare gli individui e di costruire una società più giusta e democratica. È un miracolo che si compie ogni giorno, nelle aule di tutto il mondo, grazie all'impegno di insegnanti, studenti e famiglie. Investire nell'istruzione significa investire nel futuro, nella speranza di un mondo migliore.
La scuola come pilastro della democrazia
La trasformazione dei sudditi in cittadini attraverso l'istruzione non è solo un processo educativo, ma un atto profondamente filosofico. La scuola diventa il luogo dove si coltiva la democrazia, dove si formano le menti critiche e si promuove la partecipazione attiva alla vita pubblica. Questo concetto è stato esplorato da numerosi filosofi e pedagogisti nel corso della storia. La scuola non solo trasmette conoscenze, ma anche valori e competenze che permettono agli individui di partecipare attivamente alla vita democratica.
John Dewey, nel suo libro "Democrazia e educazione", sostiene che l'educazione è fondamentale per la democrazia, poiché permette agli individui di sviluppare le competenze necessarie per partecipare attivamente alla società. Dewey vede la scuola come una comunità in miniatura, dove gli studenti imparano a vivere insieme, a risolvere i conflitti e a prendere decisioni collettive.
Un altro contributo significativo viene da Paulo Freire, autore di "Pedagogia degli oppressi". Freire enfatizza l'importanza di un'educazione liberatrice, che permetta agli individui di prendere coscienza della propria condizione e di agire per trasformare la società. La sua visione dell'educazione come pratica della libertà è un richiamo potente alla responsabilità sociale e politica della scuola.
Franco Cambi, nel suo libro "Introduzione alla filosofia dell'educazione", esplora il ruolo della filosofia dell'educazione nel coordinamento dei saperi e nella formazione di una coscienza critica. Cambi sottolinea come la scuola debba essere un luogo di riflessione e di dialogo, dove si sviluppano le capacità critiche necessarie per affrontare le complessità del mondo contemporaneo.
Questi autori, insieme a molti altri, ci ricordano che la scuola non è solo un'istituzione educativa, ma un pilastro fondamentale della democrazia. Investire nell'istruzione significa investire nella costruzione di una società più giusta, equa e partecipativa. È attraverso l'educazione che possiamo sperare di trasformare i sudditi in cittadini, realizzando così il miracolo di cui parlava Piero Calamandrei.
A PROPOSITO DI..
I dieci comandamenti
Come figli miei (puntata speciale)
Un evento speciale nel quale Domenico Iannacone entra nel cuore della vita degli studenti, della loro quotidianità. "Come figli miei" è il racconto di un Istituto professionale del Parco Verde, a Caivano, alle porte di Napoli. Un luogo dove lo Stato è assente e i diritti risuonano come parole vuote. Una delle più grandi piazze di spaccio d'Europa. Prostituzione, degrado, abusi sessuali qui sono all'ordine del giorno. In un luogo dove la dispersione scolastica raggiunge i più alti livelli d'Italia, la scuola rappresenta l'unico baluardo di legalità e l'unica porta aperta verso il futuro. Eugenia Carfora, la preside dell'Istituto Morano, insieme a un gruppo di insegnanti, è il simbolo di una scuola che resiste e che non vuole perdere e far morire i suoi ragazzi.
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C'è una verità che chi lavora nelle risorse umane conosce bene, ma che troppo spesso preferisce non guardare negli occhi: le aziende selezionano per competenze tecniche e licenziano per comportamenti. È una dinamica ricorrente, quasi rituale, che si ripete con una precisione inquietante.



