L'Istituto Omnicomprensivo Angelo Musco di Catania è oggi un modello nazionale di scuola radicata nel territorio, una perla nata da un sogno e diventata presidio educativo, culturale e sociale nel cuore di Librino.
Innovazione e sostenibilità: quando la nebbia diventa acqua
La nebbia, spesso considerata un fastidio meteorologico, potrebbe trasformarsi in una risorsa preziosa per affrontare la crisi idrica globale. In Cile, i ricercatori hanno sviluppato un sistema innovativo che utilizza pannelli a rete per catturare l'umidità presente nell'aria.
Questo metodo permette di raccogliere fino a 10 litri d'acqua al giorno per metro quadrato, offrendo una soluzione sostenibile e a basso costo per le comunità che vivono in regioni aride come il deserto di Atacama.

Un focus sulla tecnologia cilena per combattere la siccità
Questa tecnologia, chiamata "raccolta della nebbia", funziona intrappolando le minuscole goccioline d'acqua che si formano nella nebbia. Le gocce si accumulano sulla rete, scorrono in una grondaia e vengono convogliate in serbatoi di stoccaggio. È un sistema che non richiede elettricità e che potrebbe essere implementato su larga scala per fornire acqua potabile a comunità vulnerabili.
L'idea non solo affronta la scarsità d'acqua, ma rappresenta anche un cambio di paradigma nel modo in cui percepiamo le risorse naturali. Immagina l'impatto che questa tecnologia potrebbe avere in altre regioni del mondo, come la Sicilia o l'Africa, dove la siccità è una sfida crescente.
Un esempio brillante di come la natura possa ispirare soluzioni innovative! Se vuoi approfondire, posso condividere ulteriori dettagli o esplorare altre applicazioni di questa tecnologia.
C'è un punto — sottile come una membrana, ma resistente come un diaframma — in cui l'architettura smette di essere un fatto materiale e diventa un fatto percettivo. Non è un luogo fisico, non è un dettaglio costruttivo: è un istante. Un istante in cui la materia si lascia attraversare dallo sguardo, e lo sguardo, a sua volta, diventa materia...
In un'epoca in cui l'immagine sembra consumarsi nella rapidità dello sguardo, il lavoro di Lucyna Kolendo (Gdańsk, 1988) si muove in direzione opposta: rallenta, ascolta, sedimenta. La sua ricerca fotografica — nutrita da incursioni nel filmico e nel sonoro — è un'indagine ostinata sulle forme in cui la memoria si manifesta, si nasconde, si...


