Prima ancora di tracciare le premesse di metodo, si impone una considerazione fondamentale che precede e fonda l'intero nostro ragionamento: il riconoscimento del valore inestimabile del dubbio e della complessità come presidi di libertà intellettuale. Muoversi nell'arena del discorso pubblico senza la pretesa di possedere soluzioni definitive o...
L’abbraccio protettivo della quercia: una sinfonia di crescita e resilienza come metafora della vita
EDITORIALE CULTURALE

Sentirsi sempre all'ombra degli altri per alcuni rappresenta un disagio. Ma non sempre in natura, fortunatamente, è così. Vi racconto una storia..
In una vasta foresta, c'era un maestoso albero di quercia che si ergeva alto e fiero, con rami che si estendevano come braccia protettive. Sotto la sua ombra, crescevano piccoli alberelli, giovani e fragili, che trovavano rifugio sotto la sua chioma.
Ogni giorno, il sole splendeva forte, ma i piccoli alberi non temevano la sua calura. La grande quercia li proteggeva, filtrando i raggi del sole e offrendo loro un riparo fresco. Grazie a questa protezione, i giovani alberi potevano crescere senza essere bruciati dal sole cocente.
Quando arrivavano le tempeste, con venti impetuosi e piogge torrenziali, la quercia faceva da scudo. I suoi rami robusti spezzavano la forza del vento e le sue radici profonde assorbivano l'acqua in eccesso, evitando che i piccoli alberi venissero sradicati o sommersi.
Gli alberelli, sotto la protezione della quercia, imparavano a crescere forti e sani. Le loro radici si intrecciavano con quelle della quercia, trovando stabilità e nutrimento. E mentre crescevano, imparavano a sfruttare la luce che filtrava tra i rami della quercia, diventando sempre più robusti.
Un giorno, uno degli alberelli chiese alla quercia: "Non ti dispiace che cresciamo sotto la tua ombra? Non ti togliamo spazio?"
La quercia rispose con un sorriso: "Cari piccoli, la mia ombra è il vostro rifugio. Sotto di me, siete protetti e potete crescere forti. Un giorno, sarete voi a offrire ombra e protezione ad altri. La foresta è un luogo di crescita e sostegno reciproco".
E così, gli alberelli continuarono a crescere, sapendo che l'ombra della grande quercia non era un limite, ma un dono prezioso. E mentre il tempo passava, la foresta diventava sempre più rigogliosa, un luogo dove ogni albero, grande o piccolo, trovava il suo posto e il suo ruolo.
La morale della storia è che essere all'ombra di qualcuno più grande e forte non è necessariamente un limite, ma può rappresentare una grande opportunità. La protezione e il sostegno offerti da chi è più esperto e robusto permettono ai più giovani di crescere in sicurezza, sviluppando forza e resilienza. In questo modo, un giorno, anche loro potranno offrire protezione e sostegno ad altri, contribuendo a creare una comunità armoniosa e solidale. 🌳😊
Abel
INTERSECTION | SCRITTO DA ODRIS MONTEBELLUNO
L’anatomia del limite poroso: dialettica dell’omicidio rituale nell'età della sotto-umanità gestita
Prima ancora di articolare il giudizio politico, la condanna morale o il rigore dell'analisi, occorre sostare in silenzio di fronte all'orrore nudo della carne offesa. C'è una sacralità inviolabile in ogni singola vita umana che precede qualunque narrazione, qualunque dottrina e qualunque confetto ideologico. Quando la violenza abbatte degli...


