Antonio D. Olano, giornalista e scrittore spagnolo nato nel 1938 e deceduto nel 2012, vantava un'amicizia personale con Pablo Picasso durata oltre venticinque anni. Questo legame gli ha permesso di scrivere Picasso y sus mujeres, pubblicato nel 2006, un lavoro che offre un ritratto intenso del pittore attraverso le donne della sua vita.
Nel libro Olano ricostruisce le relazioni sentimentali di Picasso con figure come Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie‑Thérèse Walter, Eva Gouel, Dora Maar, Françoise Gilot, Geneviève Laporte e Jacqueline Roque. Ogni capitolo racconta l'incontro, il periodo di convivenza o legame amoroso e l'evoluzione emotiva del rapporto.
Secondo Olano, Picasso tendeva a idealizzare queste compagne all'inizio, considerandole muse capaci di alimentare il suo processo creativo. Però col tempo, molte di loro venivano subordinate alla sua arte o alla sua immagine, finendo per perdere la propria individualità. Le sofferenze, i traumi emotivi e le identità delle donne spesso diventavano invisibili, sacrificate sull'altare del genio.
Il comportamento privato dell'artista – segnato da assenze emotive, dinamiche di potere affettivo, manipolazione e promesse non mantenute – è posto in tensione con la figura pubblica celebrata come maestro. Questo contribuisce alla riflessione moderna sul dualismo tra l'artista ammirato e l'uomo imperfetto.
In anni più recenti, biografe e storiche dell'arte hanno evidenziato questo lato problematico, cercando di restituire voce e ruolo autonomo alle compagne di Picasso. Testi contemporanei offrono visioni delle loro vite che vanno oltre la funzione di ispiratrici: donne con personalità, desideri e sofferenze proprie.
Olano offre un resoconto collettivo delle relazioni intime di Picasso, fondato su esperienze personali e testimonianze dirette. Il suo racconto enfatizza il passaggio dalla venerazione iniziale alla riduzione delle donne a figure simboliche al servizio del suo potere creativo. Ne emerge un Picasso diviso: genio artistico e uomo spesso incapace o indifferente al riconoscimento emotivo della sua compagne. La narrazione critica contemporanea sempre più valorizza il punto di vista delle donne, sottraendole al ruolo di oggetti e risignificando la loro esperienza.