Frammenti di eternità: le esplorazioni fotografiche di Igor Elukov

09.03.2024

Igor Elukov è un artista visivo e fotografo nato nel 1991 a Kirov, Russia. È noto per il suo lavoro che documenta drammaticamente la vita difficile delle persone che vivono sopra il Circolo Polare Artico nella sua terra natale. Elukov ha iniziato a fare fotografia nel 2012 dopo aver studiato pittura.

La sua serie "The Book of Miracles" si ispira al "Libro dei Miracoli" di Augusta, un manoscritto tedesco del XVI secolo che elenca fenomeni soprannaturali dall'epoca del Diluvio fino al completamento del libro. A differenza del manoscritto, che rivela l'intervento di Dio nel mondo umano, Elukov adotta una prospettiva cosmocentrica, raccontando storie di forze ed elementi indifferenti all'umanità e capaci di distruggerla, sottolineando la necessità di cercare armonia con queste forze.

Nel suo processo creativo, Elukov utilizza fotografie in scena di oggetti reali e luoghi, effetti pirotecnici, installazioni luminose, layout fisici su larga scala integrati nell'ambiente naturale e lavoro con gli animali. Questo approccio gli permette di avere solo un controllo parziale sul risultato, così che ogni immagine sia frutto di una collaborazione con gli elementi, il paesaggio e la fauna.

Elukov ha anche ricevuto riconoscimenti per il suo lavoro, come il premio per il potenziale dal Ian Parry Scholarship, e ha esposto le sue opere in varie gallerie, tra cui la galleria "Fotografika" a San Pietroburgo. Attualmente insegna alla "Fotografika" Academy of photojournalism and documentary photography, sempre a San Pietroburgo.




Ogni epoca elabora il proprio modo di guardare. Alcune scelgono la velocità, altre la nostalgia. Ma ciò che davvero definisce un tempo non è ciò che si osserva, bensì chi riesce a interpretarlo per chi guarda: donne e uomini che hanno dedicato la loro vita a trasformare l'atto di osservare in una forma di memoria. Sono loro a fissare, con...

È in questa tensione tra biografia e visione, tra disciplina e desiderio, tra architettura e corpo, che si colloca l'opera di Horst, un autore che non ha mai fotografato per registrare ciò che aveva davanti, ma per costruire ciò che ancora non esisteva, per dare forma a un ideale di bellezza che non è mai decorazione, mai compiacimento, mai...

In un'epoca in cui l'immagine sembra consumarsi nella rapidità dello sguardo, il lavoro di Lucyna Kolendo (Gdańsk, 1988) si muove in direzione opposta: rallenta, ascolta, sedimenta. La sua ricerca fotografica — nutrita da incursioni nel filmico e nel sonoro — è un'indagine ostinata sulle forme in cui la memoria si manifesta, si nasconde, si...

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