
Immaginario dell'anima: la narrativa fotografica di Roselena Ramistella
Ci sono fotografi che osservano il mondo, e altri che lo attraversano. Poi ci sono quelli, rarissimi, che lo ascoltano. Roselena Ramistella appartiene a questa terza specie: quella degli autori che non cercano l'immagine, ma la relazione; che non inseguono la luce, ma la voce segreta che la luce rivela. Nata a Gela nel 1982 e oggi profondamente radicata in Sicilia, Roselena Ramistella ha costruito negli anni un linguaggio che non assomiglia a nessun altro. È un linguaggio che non si limita a mostrare: interroga, accoglie, restituisce. Un linguaggio che vibra di una tensione antica e insieme modernissima, come se la sua fotografia fosse il punto d'incontro tra un rito arcaico e una consapevolezza politica contemporanea.
Roselena Ramistella: l'immaginario dell'anima nella fotografia contemporanea
Ci sono fotografi che osservano il mondo, e altri che lo attraversano. Poi ci sono quelli, rarissimi, che lo ascoltano. Roselena Ramistella appartiene a questa terza specie: quella degli autori che non cercano l'immagine, ma la relazione; che non inseguono la luce, ma la voce segreta delle cose che la luce rivela.
Nata a Gela nel 1982 e oggi profondamente radicata in Sicilia, Roselena ha costruito negli anni un linguaggio che non assomiglia a nessun altro. È un linguaggio che non si limita a mostrare: interroga, accoglie, restituisce. Un linguaggio che vibra di una tensione antica e insieme modernissima, come se la sua fotografia fosse il punto d'incontro tra un rito arcaico e una consapevolezza politica contemporanea.
Ambasciatrice Leica e docente, Ramistella ha pubblicato i suoi lavori su alcune delle testate più autorevoli del panorama internazionale — dal Corriere della Sera a Io Donna, da Repubblica a L'Uomo Vogue, fino a The Guardian, The Times, British Journal of Photography e Vanity Fair. Ma la sua forza non risiede nella lista dei riconoscimenti: risiede nella capacità di trasformare ogni immagine in un varco, un passaggio, un incontro.
Una fotografia che non osserva: ascolta
Nel 2018, Roselena Ramistella ha conquistato il Sony World Photography Awards nella categoria Natural World & Wildlife, grazie a un lavoro che univa la dimensione naturale a quella sociale, mostrando come l'umano e il non-umano siano parte di un'unica, fragile trama. L'anno successivo, la menzione d'onore al UNICEF Photo of the Year ha confermato la sua vocazione: raccontare l'infanzia, la vulnerabilità, la dignità, senza mai cadere nella retorica o nel pietismo.
La sua fotografia è un atto di responsabilità. È un gesto politico nel senso più alto del termine: non propaganda, ma cura; non denuncia, ma rivelazione.
Ritratti che diventano paesaggi
Gli scatti di Roselena Ramistella nascono da una ricerca socio-antropologica che attraversa corpi, luoghi, animali, relazioni invisibili. Nei suoi ritratti, i volti sembrano paesaggi e i paesaggi sembrano volti: entrambi portano le tracce di ciò che hanno vissuto, di ciò che hanno perduto, di ciò che ancora resistono a custodire. C'è sempre un silenzio nelle sue immagini. Ma è un silenzio pieno, denso, abitato. Un silenzio che non immobilizza: apre.
La formazione politica come chiave narrativa
Laureata in Scienze Politiche all'Università di Catania, Ramistella ha trasformato la sua formazione in una lente attraverso cui leggere il mondo. Non fotografa mai "solo" un soggetto: fotografa un sistema di relazioni, un contesto, una storia collettiva che si incarna in un volto, in un gesto, in un animale, in un frammento di paesaggio.
Questa profondità di sguardo le permette di affrontare temi complessi — identità, marginalità, appartenenza, trasformazione — con una sensibilità che non semplifica, ma chiarifica; che non giudica, ma comprende.
Una voce necessaria nel panorama contemporaneo
Nel 2025, mentre la fotografia globale oscilla tra l'iperproduzione digitale e la ricerca di autenticità, il lavoro di Roselena Ramistella si impone come una bussola. Non perché offra risposte, ma perché restituisce domande. Non perché mostri il mondo com'è, ma perché suggerisce ciò che il mondo potrebbe ancora diventare. La sua opera è un invito a rallentare, a guardare meglio, a riconoscere l'invisibile. È un atto di fiducia nella possibilità che l'immagine non sia solo documento, ma relazione; non solo estetica, ma etica.
Roselena Ramistella continua a lasciare un'impronta significativa nella fotografia contemporanea, non per la quantità dei suoi lavori, ma per la qualità della sua presenza. Ogni suo scatto è un incontro. Ogni incontro è un varco. E ogni varco è un modo per tornare, finalmente, a vedere.
Nel panorama della fotografia contemporanea, pochi artisti hanno saputo ridefinire con tanta radicalità il rapporto tra corpo, immagine e desiderio quanto Viviane Sassen. Da oltre trent'anni, l'artista olandese attraversa con una naturalezza quasi disarmante territori che molti considerano inconciliabili: moda e arte, documento e astrazione,...
Ci sono fotografi che osservano il mondo, e altri che lo attraversano. Poi ci sono quelli, rarissimi, che lo ascoltano. Roselena Ramistella appartiene a questa terza specie: quella degli autori che non cercano l'immagine, ma la relazione; che non inseguono la luce, ma la voce segreta che la luce rivela. Nata a Gela nel 1982 e oggi profondamente...




